Dante, Inferno, Canto XXVI
“Godi Fiorenza, poi che se’ siì grande, che per mare e per terra batti l’ali, e per lo ‘nferno tuo nome si spande”

“io spero di dicer di lei quello che non fue mai detto d’alcuna” Dante, Vita Nova

La città di Firenze, riconosciuta come culla della civiltà occidentale e capitale mondiale dell’arte, offre un patrimonio artistico e culturale senza eguali. Situata nella regione Toscana, questa città storica si distingue per la sua architettura rinascimentale e i suoi innumerevoli musei che racchiudono tesori di inestimabile valore.

I Musei di Firenze custodiscono opere di artisti del calibro di Michelangelo, Leonardo Da Vinci, e Caravaggio, rendendoli testimoni viventi di un passato prestigioso. Questa guida esplora la ricchezza e la diversità dei musei fiorentini, invitando residenti e visitatori a scoprire le meraviglie di questo patrimonio artistico unico al mondo.

Il patrimonio naturale, artistico, turistico, culturale di Firenze è un unicum al mondo. L’origine della città di Firenze risale a prima di Cristo, infatti la sua nascita si situa attorno all’epoca di Cesare nel 59 a.C. Firenze si estende lungo la valle del fiume Arno, tra due catene di colline che hanno punti di vista mozzafiato su uno skyline senza eguali.

Capoluogo della regione Toscana, situata nella zona centrale dell’Italia, la città di Firenze si inscrive in un panorama verdeggiante di rara bellezza. Il suo passato glorioso ha lasciato in questa che è la culla della civiltà occidentale così come è conosciuta in tutto il mondo, delle tracce indelebili e incomparabili.

Riflesso vivente di un passato prestigioso, Firenze racchiude innumerevoli tesori ed ha custodito intatte le testimonianze gloriose del proprio passato senza paragoni. Firenze è senza alcun dubbio una delle più belle città d’italia.

Capitale mondiale dell’arte, ella ha saputo conservare tutta la bellezza del suo antico passato. Qui, dove il bello è di casa, si conserva un decimo dei beni artistici nazionali d’Italia. A inizio del ‘300 Firenze contava 100.000 abitanti ed era una delle quattro o cinque capitali d’Europa. Il livello di alfabetizzazione della popolazione fiorentina era notevole e circa il 70% dei suoi cittadini sapeva leggere, scrivere e far di conto.

Musei di Firenze Da Piazzale Michelangelo il panorama di Firenze dall'alto è notoriamente straordinario
Musei di Firenze Da Piazzale Michelangelo il panorama di Firenze dall'alto è notoriamente straordinario



Tutti dovevano appartenere a una corporazione e dunque avere non solo ricchezze varie e proprietà -come era possibile in altri contesti culturali della stessa Italia- ma anche un lavoro, e questi dettagli spiegano molti aspetti di Firenze, da sempre orgogliosa dei suoi uomini, della sua indipendenza insofferente a qualsivoglia dominio tirannico o despotismi.

La coscienza di sé, la consapevolezza del proprio valore, il porre se stessi al centro del proprio modo di vivere, è sempre stata la peculiarità dei fiorentini che tutt’ora non distinguono tra sud e nord, ma si pongono da soli al cospetto del resto del mondo senza temere paragoni.

C’è una fierezza, una nobiltà, un non accontentarsi di nulla di meno che il massimo – e del top of the best, il massimo del meglio, come dicono gli inglesi- che è la cifra di qualsiasi opera o ingegno fiorentino.

Cittadini dotati di coscienza civica, cultura impareggiabile e ultra raffinata, capacità di sostenere gli ideali della libertà e dell’indipendenza di giudizio di fronte a chiunque, i fiorentini insegnano non solo l’eccellenza in tutto e per tutto ma anche la forza d’animo, la bellezza e le regole della civiltà.

Quando attaccano lo fanno con lealtà e con coraggio. Quando insegnano hanno il dono innato della chiarezza e dell’appropriatezza del linguaggio, e non esiste rivoluzione culturale incisiva e duratura, che non abbia in Firenze la propria patria d’elezione e le proprie radici.

Capaci da sempre di creare l’inedito e il nuovo nella profonda comprensione del contesto e attingendo dalla propria tradizione, risultano da sempre i migliori nelle arti e nella scienza, nella letteratura e in ogni dove.

Da Firenze sono passati tutti i più grandi uomini e se si cammina per le strade di Firenze alzando lo sguardo ai muri delle case, delle torri e delle chiese, in ogni angolo, non si finisce di scoprire in un’intera vita di studi fiorentini, l’incalcolabile miriade di personaggi noti che qui hanno vissuto, lavorato, ideato le opere più importanti che il genio dell’uomo abbia mai concepito in ogni ambito del sapere.

Da qui Cimabue, Giotto, Arnolfo, Brunelleschi, Donatello, Ghiberti, Masaccio, Botticelli, il Beato Angelico, Verrocchio, Ghirlandaio, Paolo Uccello, Andrea Del Castagno, i Della Robbia, Filippo Lippi, Michelangelo, Leonardo Da Vinci.

Nei suoi musei Caravaggio, Tiziano, Rubens, Duhrer, Rembrandt, i fiamminghi, i tedeschi, Hugo Van Der Goes, le antichità classiche. Ogni angolo è permeato da tracce di Lorenzo il Magnifico, come di Mozart e Dovstojevsky.

Qui Galileo Galilei, qui Amerigo Vespucci, Giovanni Da Verrazzano, Paolo Dal Pozzo Toscanelli.
Qui Dante, qui la patria della lingua italiana nella sua perfezione imbattuta in Italia e nel mondo.

Qui l’Accademia della Crusca, qui l’Accademia dei Georgofili, qui la nascita del metodo sperimentale della scienza con l’Accademia del Cimento che fece del verso di Dante con cui il Sommo Poeta scorse Beatrice in Paradiso, Cunctando et Ricunctando , il proprio motto. Qui i migliori centri di restauro, le più grandi innovazioni e i più significativi contributi della scienza e dell’astronomia in ogni osservatorio soprattutto nello studio del sole e delle relative scoperte scientifiche del mondo.

Qui Dante, Boccacccio, Petrarca, Guicciardini, Poliziano, Pico Della Mirandola, Marsilio Ficino, Girolamo Savonarola, qui le memorie patrie immortalate da Foscolo ne I sepolcri, con la vertigine di Santa Croce, qui Machiavelli. Qui il primo stato al mondo ad abolire la pena di morte.

A Firenze e nel suo territorio, il luogo d’elezione di stranieri che, per quanto famosi e ricchi, non hanno però mai osato alterare la cultura e la civiltà fiorentina sentendosi per sempre ospiti e debitori in cerca di essere degni di solcare una terra che ha pianificato la città e il contado urbano portando a perfezione un territorio dalla grazia incomparabile e dalla bellezza altera e dall’eleganza senza pari Firenze foyer dell’arte, della cultura e della scienza.

Musei di Firenze, Piazza della Repubblica è una piazza del centro storico di Firenze di forma rettangolare grande circa 75 m per 100 m
Musei di Firenze - Ratto delle Sabine (Giambologna)

Firenze capitale della moda, del vino iconico del Chianti, ormai parte della cultura di massa e citato perfino in film come 007, Il silenzio degli innocenti e Il diavolo veste Prada- e dell’olio extra-vergine d’oliva e di piatti e cibi noti in tutti i continenti, come la zuppa di cipolle, la bistecca alla fiorentina, il tiramisù, il gelato.

Quando si parla di Firenze non si può non citarla come culla del Rinascimento, città dall’immenso, sconfinato, qualitativamente imbattibile, patrimonio storico artistico (basti pensare infatti, che la parte più celebre del Louvre, dedicata agli italiani, non è pari -per prestigio-che a un decimo dei capolavori degli Uffizi); ma è proprio per il fatto che Firenze ha sempre posto l’uomo al centro dell’universo, facendo scaturire il Rinascimento dall’opera di pochi di artisti consapevoli della rivoluzione che stavano operando, che Firenze diventa paradigma per chiunque, da qualsiasi cultura o continente uno possa provenire, perché la verità sull’uomo è universale, come spiega l’uomo vitruviano di Leonardo Da Vinci, genio universale per antonomasia.

Ecco allora che Firenze è anche il simbolo della didattica, di un sapere comunicabile, di un metodo, e chiunque voglia capire una verità viene a Firenze per trovare ragioni plausibili, spiegabili, comprensibili eppure uniche e dovute al suo genio che rimane il segreto inespugnabile di questa città che ha il primato assoluto della propria civiltà e cultura.

I suoi musei sono scrigni caleidoscopici di meraviglie senza fine.

Dagli Uffizi all’Accademia, al Bargello,a Pitti, alle Cappelle Medicee, si attinge un sapere senza inizio né fine che colpisce i visitatori in un turbinio di capolavori spesso universalmente noti di fronte ai quali si rimane però senza parole.

Gli Uffizi contengono le opere che hanno fatto letteralmente tutta la storia dell’arte occidentale, dai Primitivi a Michelangelo, fino a Leonardo Da Vinci, e oltre le vette mai più raggiunte da quest’ultimo.

L’Accademia è il museo più visitato di Firenze e accoglie ogni anno una quantità incredibile di visitatori (oltre 1,7 milioni di visitatori secondo una stima di ottobre 2023 nell’ultimo anno) che vanno a vedere il David di Michelangelo.

Il Bargello è il Museo Nazionale di Scultura e vi si trovano opere di Donatello, Verrocchio, Michelangelo e il Fiorino d’oro, testimone di quando Firenze batteva moneta propria e dettava i termini economici di ogni scambio tra se stessa, l’Italia e il mondo all’epoca conosciuto, nella più raffinata cerchia della cultura occidentale, le grandi capitali europee, il bacino mediterraneo e il Vicino e Medio Oriente.

A Palazzo Pitti il compimento degli sfarzi e delle conquiste della Famiglia Medici, che contò anche due Papi e due Regine di Francia, sfolgorante ed equilibrato edificio divenuto paradigma della corte più nota del mondo nelle sue scoperte ed eminenze e che fu modello in Boboli per i giardini di Versailles.

E’ qui, a Palazzo Pitti che si estinsero nel diciottesimo secolo gli ultimi membri della Famiglia Medici, lasciando il palazzo agli Asburgo-Lorenza e ai futuri proprietari, i Re d’Italia che vi vissero fino a che Palazzo Pitti e i suoi musei e il Giardino di Boboli diventassero fruibili ai visitatori e proprietà dello Stato.

Il Patto di Famiglia di Anna Maria Luisa de’Medici che impedì la dispersione dell’immenso patrimonio di famiglia altrove da questa città, ne ha fatto una città d’arte con tesori inalienabili e non vendibili.

Le Cappelle Medicee raccolgono le spoglie di questa famiglia inscindibilmente legata al destino e alla fortuna di Firenze e lasciano senza respiro in un complesso firmato dai più illustri artisti rinascimentali e coronato da Michelangelo.

Oltre alla portata di una cultura senza alcun paragone, chi percorra le sue strade troverà una città in cui si può camminare a piedi, e che, con riserbo, nasconde il segreto di una movida chic e una miriade di piccoli esercizi che schiudono una cultura di secoli nell’atmosfera semplice e charmante delle sue osterie, dei vinaini con mescita di vino locale, in cui si possono mangiare schiacciate, fagioli, ribollita e Cantucci col Vin Santo tra una bottega d’arte antiquaria, una mesticheria e un civaiolo, una modista, un artigiano che ancora sappia creare degli unicum nell’arte della lavorazione della pelle, della carta marmorizzata, della lavorazione delle pietre preziose, nell’arte del Commesso Fiorentino, nell’eccellenza orafa.

Firenze è la capitale dell’oro d’Italia che deve la stima del suo costo alla misura stabilita dalle botteghe orafe a forma di scrigno prezioso di Ponte Vecchio.

musei di firenze
musei di firenze

Se esistono percorsi turistici principali nella visita del cuore pulsante religioso della città con la sua Cattedrale maestosa su cui svetta la Cupola, capolavoro del Brunelleschi accanto al Campanile di Giotto e il Bel San Giovanni come definì Dante il Battistero, Via de’Calzaiuoli, con Piazza della Signoria, Palazzo Vecchio, Santa Croce, Ponte Vecchio,il Corridoio Vasariano che collega Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti, è anche vero che Firenze è tutta un museo a cielo aperto e il suo centro storico è Patrimonio dell’Umanità UNESCO che ha ampliato negli ultimi anni l’area estendendola a Piazzale Michelangelo.

E’ proprio dal Piazzale, così come lo chiamano i fiorentini, che potrebbe partire un itinerario che consenta una vista a volo d’uccello sulla città di Firenze nell’iconica immagine di tutte le cartoline della città con i suoi cinque ponti sull’Arno, lungo il cui corso fluviale si dispiega una valle limitata da due dorsali collinari.

Proprio mentre si è a Piazzale Michelangelo si può ammirare in lontananza Fiesole, dove ha origine il primo nucleo abitato di epoca etrusca nelle vicinanze di quella che diverrà in epoca romana la città di Firenze.

Quando lo sguardo rapito dall’incomparabile bellezza della Cupola del Brunelleschi, guarda tra i ponti di Firenze e si volge laddove le due rive sono più vicine, e dove era dunque più facile costruire un passaggio, trova Ponte Vecchio che piace così tanto ai turisti stranieri, e che si distingueper il suo aspetto singolare per la presenza di piccole casette, ora boutique degli orafi e dei gioiellieri.

Spaziando con lo sguardo da Piazzale Michelangelo è possibile ammirare le parti di mura che ancora esistono e il Forte Belvedere, e ritornare ad ammirare la cupola della Cattedrale di Santa Maria del Fiore col suo inconfondibile Campanile di Giotto che sono tutt’ora le immagini che i fiorentini non si stancano di rappresentare nei gadget( tra cui l’ombrello a forma di cupola) e che si spediscono o con cui identificano i propri profili social di biglietti da visita, di auguri, di coreografie da curva sud dello Stadio Franchi.

Un complesso unico al mondo è quello formato dall’armonioso concatenarsi di Palazzo Vecchio, gli Uffizi e la Loggia dei Lanzi e il programma iconografico delle statue di Piazza della Signoria è un mònito di civiltà in cui tutti i cittadini hanno voce in capitolo e sono chiamati a rispondere in prima persona per difendere con orgoglio i valori più alti di un luogo civile.

Di seguito al camminamento segreto della Famiglia Medici si può raggiungere il magico quartiere dell’Oltrarno passando attraverso Ponte Vecchio e arrivando tra Pitti e Boboli in un’atmosfera che è la più amata dai fiorentini.

Qui, in Santo Spirito, tra Brunelleschi, le tracce di Michelangelo e della casa ove visse Monna Lisa, ci si perde in un sapere antico e nuovo, che lascia sempre un passo indietro a domandarsi il tanto che non si finisce mai di vivere, sapere e imparare di questa città.

Per la sua posizione scenografica Firenze offre altresì punti panoramici mozzafiato, non solo Piazzale Michelangelo, ma anche San Miniato al Monte, il giardino degli Iris aperto tra aprile e fine maggio e quello delle Rose che diventa incredibile durante la primavera e la fioritura, come pure quello di Villa Bardini, che offre una vista indimenticabile su Firenze, tra il quartiere di San Niccolò, San Salvatore al Monte delle Croci e il Mons Florentinum.

Tutto attorno le colline di Fiesole, Settignano, il Forte Belvedere raggiungibile anche a piedi da Costa San Giorgio disegnano un panorama a 360 gradi.

Non mancano spunti per visite alla città di Firenze dalle barche dei Renaioli che hanno sede storica proprio nelle fondamenta degli Uffizi e che non hanno mai smesso di solcare l’Arno d’argento e negli ultimi tempi hanno hanno contribuìto insieme ai Boat Tour dalla primavera all’estate, a rendere ancora percorribile il fiume che un tempo si transitava fino a Pisa.

Con la Firenze Card ci sono biglietti cumulativi che consentono diversi tour in 72 ore dal primo utilizzo con i Pass per i più noti musei fiorentini.

Come non voler andare sulla Cupola del Brunelleschi che si raggiunge alla sommità dopo aver percorso l’itinerario all’interno della costruzione capolavoro assoluto dell’ingegneria e dell’architettura del Rinascimento per una vista da vertigine o in cima al Campanile di Giotto?

E poi ancora perdersi nell’autentico Made in Italy, con pezzi unici perché fatti a mano in ogni arte, dalla pelle, alla lavorazione della paglia, dall’artigianato, agli strumenti di precisione.

Un artigianato -è bene sottolinearlo- quello di Firenze, che è di qualità, con falegnami, restauratori, antiquari e scuole che ancora insegnano singolarmente, ad uno ad uno degli allievi, gli intagli, le tarsie, la tessitura, la colorazione di pelle e broccati, lana cotta e modanature e dorature da battilori.

Quando gli artisti, gli artigiani di Firenze si applicano nell’arte in cui sono maestri, sono dediti con pazienza al loro operato e quando insegnano prediligono il metodo delle antiche botteghe rinascimentali, fùcine di sapere teorico e arti applicate.

A Firenze, dove il turismo è di dodici mesi all’anno, non si hanno ‘ stagioni morte’ e si ha il fiorire di pari passo con le stagioni dell’anno, degli eventi e dei Festival che seguono i ritmi della natura e della vendemmia, del raccolto delle olive e la frangitura dell’olio, il segreto delle botti e delle barrique che la vita di Firenze articola lungo i mesi dell’anno.

In inverno i musei sono aperti e mostrano lo splendore delle loro collezioni a un prezzo competitivo che mantiene il flusso costante di visitatori lungo l’anno, come intuì anche l’ex direttore degli Uffizi Eike Schmidt che variò i prezzi dei biglietti della Galleria abbassandoli durante i mesi di gennaio e febbraio.

In primavera tutto canta il risveglio della natura e a Firenze la primavera celebrata dai suoi migliori artisti e da Botticelli su tutti, arriva prima a scaldare coi suoi tepori lo sbocciare delle prime timide fiorite dei prati e una lunga estate arriva ad infuocare di sapori e colori d’autunno dei mesi di ottobre e novembre che non hanno soluzioni di continuità con l’estate di San Martino, episodio sporadico di bel tempo nella stagione dei primi freddi di altri luioghi d’italia.

L’inizio dell’anno a Firenze si celebra nella Festa dell’Annunciazione, il 25 marzo, ed è a questa data che sono consacrate la posa della prima pietra di molte delle sue chiese spettacolari, tra cui la quarta chiesa più grande del mondo che è quella della Cattedrale di Santa Maria Del Fiore.

A giugno si celebra il patrono di Firenze, a cui è dedicato il Battistero di San giovanni Battista e in questo giorno, il 24 di giugno, i Fochi di San Giovanni illuminano in una gara di bellezza senza pari, il cielo di Firenze e tutta la città sta sui lungarni o nelle terrazze più belle ad ammirare i fochi che dal Piazzale ancora lasciano a bocca aperta il mondo.

musei di firenze
musei di firenze

Un Corteo Storico sfila per le vie del centro con costumi d’epoca, sbandieratori, dame bellissime e cavalieri impavidi e tamburi che segnano un momento a cui tutti i quartieri storici della città, Santo Spirito, San Giovanni, Santa Croce e Santa Maria Novella si sfidano nel Calcio Storico Fiorentino dove si riscopre il carattere, il genio, la velocità, il gusto per la battuta sagace, lo spirito per la competizione che porta a battersi senza esclusione di colpi in una Piazza Santa Croce allestita per l’occasione di sabbia con spalti a tutto campo in quello che è un gioco con la palla di antica derivazione e che finisce per celebrare le origini povere della cucina toscana con una bistecca alla fiorentina per il vincitore.

Nelle feste di Natale una spettacolare Ruota Panoramica viene posizionata ai confini del centro storico e da lì si possono ammirare tutte le highlights della città. Una pista di ghiaccio viene allestita sui Lungarni o alla Fortezza Da Basso, nota anche per le manifestazioni della Fiera dell’Artigianato, che è scomparso da molte altre città italiane e che qui ritrova il suo contesto naturale e originario i suoi profumi e la sua autenticità che incanta i turisti con l’odore della pelle e del cuoio, la finitura della carta di pregio, i colori, la verità dei materiali.

A Pasqua c’è lo Scoppio del Carro con il suo Brindellone, che nel parlar fiorentino si usa per indicare significa una persona particolarmente alta, ed è una torre pirotecnica posizionata su un carro e trainata da una coppia di buoi per le vie del centro storico e posiziobato tra la Cattedrale e il Battistero.

L’Arcivescovo accende dall’altare del Duomo un razzo a forma di colomba che percorre tutta la navata centrale con un meccanismo a fune e raggiunge il carro facendolo scoppiare per Pasqua.

Per le settimane della moda ci sono gli eventi e le sfilate di Pitti Uomo, Donna e Bambino.

Per i 50 giorni di Cinema Internazionale a Firenze c’è il sito www.50giornidicinema.it

Disseminati e senza apparenze particolari sono i chioschi più famosi per i loro street food dove tutt’ora si va a prendere il panino col lampredotto, la trippa, un calice di vino rosso, su sgabelli e tavoli senza tovaglie, con carta paglia a segnare il posto e tovaglioli a quadrettoni mentre si mangiano i food finger dei crostini coi fegatini, i taglieri con i salumi, la finocchiona, il lardo di colonnata, il pecorino toscano, i fagioli, il cavolo nero, e si conclude con i Cantuccini col Vin Santo.

Anche al Mercato Centrale, nel quartiere di San Lorenzo è così che si mangia, a volte sedendosi accando a fortuiti avventori innamorati del pane sciapo, dell’olio, del sale e del pepe rigorosamente macinati al momento, ed è qui che si ritrova il gusto per la boutade, la parola arguta, per l’alterco che fece scrivere a Dante Alighieri –a seconda de i vari registri linguistici affrontati nella Divina Commedia- la sapienza e la sagacia dotta come nessun’altra della volgata fiorentina.

E’ nei mercati di San Lorenzo, di Sant’Ambrogio, di Santo Spirito, del Porcellino, delle Cascine che perfino la Firenze bene va, sceglie e compra con un amore devoto e assoluto i prodotti tipici del territorio.

In San Frediano, nei quartieri dell’Oltrarno, che in fiorentino sono spesso detti del Diladdarno, si riscopre una vita immutata nei tempi e si spazia da Santo Spirito fino a San Niccolò.

Firenze regina delle arti, focolare della cultura, del pensiero e della lingua italiana, patria del primato del disegno e dell’architettura, senza pari in ogni campo dello scibile, appare dalla descrizione che ne fece Dino Compagni , come una città con la buona aria, i cittadini ben costumati e le donne molto belle e adorne, i casamenti bellissimi, pieni di molte arti, attrattive per le quali molti di lontani paesi la vengono a vedere, non perché debbano, ma per la bontà dei mestieri e delle arti e per la bellezza e ornamento della sua città.

“Il Dio che ha fatto le colline di Firenze doveva essere un artista… Questo paesaggio ha la bellezza di una medaglia antica e di una pittura preziosa.E’ una perfetta ed equilibrata opera d’arte”

Anatole France

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Firenze
Florence, IT
12:50 pm, Feb 27, 2024
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Cosa vedere a Firenze senza pagare?


Piazzale Michelangelo : una terrazza panoramica che offre una vista mozzafiato sulla città.
Piazza del Duomo : la piazza principale di Firenze, sede della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, del Campanile di Giotto e del Battistero di San Giovanni.Piazza della Signoria : un’altra piazza importante, sede del Palazzo Vecchio, della Loggia dei Lanzi e della Galleria degli Uffizi.
Ponte Vecchio : un ponte storico che attraversa l’Arno, noto per le sue botteghe di gioiellieri.
Mercato Centrale : un mercato coperto dove è possibile trovare prodotti freschi, specialità toscane e prodotti artigianali.
Giardino delle Rose : un giardino pubblico situato vicino a Piazzale Michelangelo, dove è possibile ammirare una varietà di rose.
Questi sono solo alcuni dei tanti luoghi gratuiti da vedere a Firenze. La città è ricca di storia, arte e cultura, e offre qualcosa per tutti i gusti.

Per cosa è famoso Firenze?

Firenze è famosa per la sua arte, la sua storia e la sua cultura. La città è stata un importante centro culturale fin dall’antichità, e ha dato i natali a molti artisti, poeti, filosofi e scienziati di fama mondiale.Firenze è una città da visitare almeno una volta nella vita, per immergersi nella sua ricca storia, arte e cultura.